• Festa di S.Antonio Maria Zaccaria 2017

    Si raccomanda la partecipazione, soprattutto del coro e dei ministranti. Per chi vuole è prevista una cena al sacco in salone.

  • Festa Madonna di Loreto 2016

    volantino Loreto

  • Mi difendo!

    PENSIERI E RICORDI SPARSI DI EX RAGAZZINI DI SAN SEBASTIANO!

    Eravamo poco più che ragazzini negli anni ottanta e frequentavamo già questa parrocchia, dove era parroco Padre Giovanni Battista Damioli dal 1977. Vogliamo adesso citare alcuni ricordi sparsi nel tempo, così come sono sgorgati dalle nostre menti.

    In oratorio è sempre festa e siamo sempre di più: ping pong, biliardino, conversazioni, giochi, lavoretti, il giornalino parrocchiale, le fiere di beneficenza: vigila su di noi Padre Battista.

    Una volta alla settimana: le prove di canto, per preparare la liturgia della domenica, ma siamo al sicuro, Padre Battista è in sagrestia e ci tiene d’occhio.

    Quante volte abbiamo partecipato alle rassegne diocesane di canto: Padre Battista ci ha sempre accompagnato!

    Il tempo passa, diventiamo sempre più grandi, qualcuno diventa catechista o per lo meno è guida per i più piccoli. Intanto partecipiamo a molti pellegrinaggi: gite piccole piccole, frettolose, ma sempre belle e significative… soprattutto quella a NOMADELFIA (LOL)! Padre Battista, con il microfono in mano, allieta i passeggeri, raccontando aneddoti, curiosità e… barzellette.

  • Padre Angelo Fumagalli

    Padre Angelo Fumagalli

    PADRE ANGELO FUMAGALLI 

    Padre Angelo Fumagalli nacque a Montesiro Brianza (Milano) il diciassette aprile del 1921, fu professato a Monza (Milano) il ventinove aprile del 1940 e ordinato sacerdote a Roma il cinque aprile del 1947. Salì al cielo il giorno ventuno dicembre del 2010. Alle esequie parteciparono commossi i parrocchiani della chiesa di San Sebastiano, dove Padre Angelo risiedeva sin dai primi anni ottanta, insieme agli altri tre confratelli, tra cui il parroco, Padre Giovanni Battista Damioli.

    Ha interpretato perfettamente, Padre Angelo, il significato della vita religiosa come comunità di fede, speranza e carità, fondata sulla Parola di Dio e la preghiera, in perfetta comunione con i confratelli, con i quali ha condiviso momenti di preghiera, di penitenza, di carità, di studio e formazione. Ha nutrito la crescita del prossimo preoccupandosi della sua anima con ”amore infuocato”, per dirla con il fondatore dell’ordine dei Chierici regolari di San Paolo, Sant'Antonio Maria Zaccaria. Padre Angelo è anche un esempio di semplicità e tenerezza: “Fiorellino” era il suo pseudonimo, che lui stesso aveva creato involontariamente, perché così appellava tutti quelli che incontrava, bambini ed adulti, in quanto tali eravamo per lui, fiori nel campo di Gesù.  Lo ricordiamo per il suo volto sorridente, sornione e candido di un bambino, anche quando aveva qualcosa da rimproverarci.  Quando destava l’attenzione dell’assemblea con quella sua voce stridula, perentoria e simpatica. Quando ci stringeva la mano e, tenendola ben ferma alla sua, cominciava a ruotarla a sinistra e a destra e poi ancora una volta ed una ancora. E con quel suo sorriso contagioso ci augurava una buona domenica, un ottimo pranzo e di essere buoni, nella convinzione che il Signore, che tutto vede (indicando il cielo con il suo indice sinistro), ci avrebbe protetti. Quando sicuro e veloce, “a bordo” della sua bicicletta, incurante delle intemperie e delle stagioni, si recava in tutti gli angoli della città alla ricerca di qualcuno da aiutare e confortare. Recentemente, quando perdeva continuamente il suo breviario. Lo cercava con caparbietà vagando in sagrestia, non accorgendosi che era proprio lì davanti ai suoi occhi.  In occasione di una cena con la comunità parrocchiale ad agosto  (nella foto grande) dello scorso anno, allorquando ci avvicinò e domandò con sguardo furtivo: “ma chi sono quei due?” Indicando il parroco e Padre Bertini seduti a tavola.

    Una sera, dopo le prove di canto per un matrimonio, alla fine dell’ottobre scorso. Volgendo lo sguardo all'orologio in sacrestia, meravigliato dell’ora tarda esclamò: “Roba da matti”.  Quando diceva che lui era pronto a tornare dal Padre e che, anzi, non vedeva l’ora!

     ALCUNE FOTO RICORDO DEL COMPIANTO PADRE ANGELO

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    Padre Fumagalli

    Padre Fumagalli

    Padre Fumagalli

    Padre Fumagalli

    Padre Fumagalli

    Padre Fumagalli

    Padre Fumagalli

     

    Leggi gli articoli del gennaio 2011 su:

  • Padre Domingo Pinilla

    PADRE DOMINGO PINILLA DURANTE LA SUA PERMANENZA A SAN SEBASTIANO (2013-14)

    Padre Domingo Pinilla è nato il 24 settembre 1967 a Beahia Blanca città a circa 500 Km a sud-ovest di Buenos Aires, che si affaccia sull’oceano Atlantico. Il quarto di diciassette fratelli e sorelle, da piccolo ha imparato a prendersi cura dei suoi fratelli più giovani, così come facevano i più grandi con lui. Sua madre era sempre presente in casa e ha saputo portare avanti una famiglia così numerosa. La sua infanzia è stata spassosa, con tanta voglia di giocare, spesso frequentando la parrocchia dei Salesiani.

    Ormai ventenne, cominciò a frequentare la parrocchia dei Barnabiti di San Roque, dove fece anche parte del coro. I Barnabiti lo invitarono a conoscere il loro seminario e la casa di formazione a Buenos Aires. Così accettò, nonostante la preoccupazione di non aver terminato gli studi superiori, e si trasferii a 700 Km dalla casa di famiglia.

    Iniziò il noviziato il 28 dicembre 1990 studiando filosofia e teologia. Fu ordinato sacerdote il 19 ottobre del 1998, nella mia città natale.

    Il 25 agosto 2010, dopo quattro anni di permanenza in Messico, fu trasferito in Albania, dove è rimasto fino al mese di settembre del 2013, in occasione del trasferimento a Livorno. In Messico ha trovato molto da lavorare insieme ai gruppi parrocchiali. Ha iniziato con il gruppo dei giovani nella preparazione di varie attività. Ha lavorato con i chierichetti fornendogli un’adeguata formazione per il loro servizio, si è dedicato alla pastorale vocazionale e giovanile nell’ambito della Diocesi. Ha formato un gruppo per la promozione della preghiera per le vocazioni, la cui peculiarità era il passaggio della Croce Vocazionale di famiglia in famiglia, di settimana in settimana, come guida alla preghiera.

    Nell’estate del 2010, dunque, fu destinato all’Albania. Un’esperienza sfidante, giacché non conosceva la lingua né la cultura del luogo.

    A Buenos Aires Jeorge Mario Bergoglio era Vescovo della zona più grande della città, quando ebbe modo di incontrarlo più volte sui mezzi pubblici, talvolta per strada, mentre dialogava con la gente. Una volta in treno lo vide seduto in uno scompartimento ed ebbe la possibilità di scambiare due parole con lui, a quel tempo arcivescovo coadiutore di Buenos Aires.

    A San Sebastiano è stato Padre Superiore della Comunità livornese dal settembre 2013 al settembre 2014. Si è occupato tra l’altro di dare supporto alla comunità dei fedeli con le confessioni durante la S. Messa delle 11.00 della Domenica. Vista la sua esperienza con i gruppi giovanili zaccariani è stato di riferimento anche per il gruppo dei giovani della parrocchia.    


     

    Qui una raccolta di immagini.

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    P. Domingo

    P. Domingo

    P. Domingo

    P. Domingo

    P. Domingo

    P. Domingo

    P. Domingo

    P. Domingo

    P. Domingo

    Leggi l'articolo de:

    "La Settimana di Livorno" di Gaetano Mastrorilli

  • Padre Ezio Bertini

    Padre Ezio Bertini

    PADRE EZIO BERTINI

    Inizia molto presto l’incontro con il Signore per Ezio Bertini, nato nel 1930 il 17 agosto nel Milanese. Sin da piccolo frequenta la Chiesa come catechista insieme ai suoi fratelli. In famiglia si recita il Rosario tutti insieme e poi si va all’oratorio con gli amichetti. Alla domenica la Santa Messa ad ascoltare Padre Villoresi, barnabita, punto di riferimento per la comunità. Una vigna che produrrà molti frutti e sarà quasi naturale scegliere di continuare a vivere tutta la vita a servire il Signore e dedicarsi alla formazione dei giovani sia insegnando le materie scolastiche (Ezio Bertini è sacerdote nel 1956), ma anche musica e pittura. Padre Ezio è autodidatta per la musica (impara a suonare il pianoforte e l’organo) e frequenta lo studio di un architetto e, a Torino, quello di una pittrice. Con naturalezza trasmette le sue innate qualità artistiche agli altri studenti e poi ai ragazzi di Moncalieri nel Real Collegio Carlo Alberto dove ha l’incarico di Vice Rettore. A Bologna, nel Collegio San Luigi dove rimarrà fino al ’91 in qualità di amministratore, verranno molto apprezzate le sue doti di organizzatore. Successivamente è a Livorno, in qualità di vice parroco, poi di nuovo a Bologna per 3 anni come parroco di S. Paolo Maggiore e poi ancora a Livorno dove, tra i molti impegni, continua a trasmettere a piccoli e grandi il suo amore per il Signore e per la musica. Ha trascorso gli ultimi anni della sua vita sempre a Livorno dove, oltre che economo, è stato direttore del piccolo coro di San Sebastiano ai cui membri non dimenticava mai di regalare per la Santa Pasqua e il Santo Natale una immaginetta sacra da lui disegnata.

    Sale alla casa del Padre il 18 novembre 2017.

    Qui le foto delle esequie...

    MADONNA CON BAMBINO (Padre Ezio Bertini) - Clicca per ingrandire

    MADONNA CON BAMBINO (Padre Ezio Bertini)

     

  • Padre Francisco tra noi

    Dal 9 al 13 dicembre abbiamo avuto la gioia e il privilegio di ospitare nella nostra Comunità: P. Francisco Chagas Santos da Silva, padre Generale dei Barnabiti. Una visita, detta canonica, che il Padre Francisco compie per conoscere e osservare le situazioni in cui vertono le comunità barnabite, sparse nel mondo.  A San Sebastiano P. Francisco ha avuto la possibilità di conoscere e confrontarsi con confratelli e parrocchiani.

    collage visita P.Francisco

    In particolare ha celebrato la S. Messa per la Solennità della Madonna di Loreto, la S. Messa della domenica delle ore 11.00 ( partecipata soprattutto da bambini e genitori del catechismo),  ha conosciuto i catechisti,  cenato insieme al gruppo famiglie ed è stato ricevuto in diocesi da Mons. Simone Giusti. P. Francisco è apparso piuttosto contento e compiaciuto della vivacità della parrocchia e delle numerose iniziative  proposte, nonostante la carenza di spazi e l’età e i numerosi impegni dei Padri (soprattutto del Parroco G. B Damioli)

    I parrocchiani, di tutta risposta, non hanno mancato di sottolineare al Padre Generale la preziosa presenza dei Barnabiti a S. Sebastiano. Una presenza umile, composta e riservata, ma sempre disponibile per un colloquio personale, per le confessioni e la preghiera.

    E sulla voce di una possibile partenza dei Barnabiti da Livorno, il Padre ha rassicurato tutti i parrocchiani e ha invitato tutti a pregare per i nostri  Padri e per la nascita di nuove vocazioni. Con l’aiuto della preghiera, illuminati dallo Spirito Santo potranno riuscire a prendere decisioni sagge e giuste per la Congregazione.

     

  • Padre Giovanni Battista Damioli

    Padre GB Damioli

    Padre Giovanni Battista Damioli è l'attuale parroco della parrocchia San Sebastiano.

    Nasce a Cividate Camuno (BS) il 14 agosto 1940. A soli dieci anni entra nel Seminario Maggiore e poi nel Seminario Minore a Botticino (BS) dove si fermerà per due anni. In Val Camonica conosce i Barnabiti ed a diciotto anni a Monza nel 1958 ci sarà la prima professione con il voto di castità, povertà ed obbedienza. I suoi studi continuano a Lodi per i due anni di ginnasio, a Cremona per il liceo e propedeutica (filosofia in preparazione di teologia), a Roma per i quattro anni di teologia presso l’Università di Propaganda Fide.

    È il 18 dicembre del ’65, quando all'età di venticinque anni viene ordinato sacerdote. Va successivamente a Parigi ed a Bruxelles, dove imparerà il francese, gli servirà per poter realizzare il suo sogno. Per l’Epifania del ’66 inizia infatti il viaggio per il Congo (Bukaw). È giovane tra i giovani. Quanto lavoro da fare e quanto amore da dare! Dopo alcuni mesi, durante una partita di pallavolo un incidente lo costringe a letto per la rottura del femore. Viene curato e rimesso in piedi. Il periodo in Congo non è dei più tranquilli. Padre Damioli viene arrestato con altri sacerdoti dai giovani soldati congolesi. È una esperienza indimenticabile per un giovane partito per l’Africa con lo scopo di dare amore. Per due giorni sono in pericolo di morte. Vengono poi liberati e trasportati a Gomma, sede dell’ Alta Diocesi. Poi il viaggio continua per l’Uganda a Kigali, più tardi un provvidenziale incontro con il Nunzio Apostolico li farà salire su un aereo italiano diretto a Roma, poi il rientro ad Erba. Pochi i mesi trascorsi in famiglia al rientro in Italia, si vince la commozione per aver riabbracciato i propri cari e si ritorna in mezzo ai giovani liceali di Lodi e, dopo un anno, a Cremona nel Seminario Minore.

    Negli anni ’70 si trasferisce a Cavareno (Trento) come Vice Rettore del Seminario privato che ben presto, sotto la sua direzione diventerà scuola parificata. Va ad insegnare a Roma e nel ’77 è a Livorno in qualità di Parroco. Nel contempo, per ben 6 anni è anche Padre Provinciale, dal Trentino a Bari. Padre Damioli ha un grande sogno: vorrebbe ci fosse un nuovo modo di  crescere nella fede, un modo diverso di preparare i bambini ed i ragazzi a ricevere i sacramenti. I giovani sposi, che hanno celebrato il loro matrimonio in Chiesa, comincino subito a pensare come trasmettere la fede ai figli, come introdurli con amore alla conoscenza di Dio, soprattutto nel far conoscere Gesù, far loro comprendere che man mano che crescono debbano diventare Suoi testimoni.

    Leggi qui l'intervista de "La Settimana tutti i giorni"...

  • Padre Giovanni Caldiroli

    Padre Giovanni Caldiroli

    PADRE GIOVANNI CALDIROLI

    P. Giovanni Caldiroli nacque a Castellanza (provincia di Varese) il 29 giugno 1928, in una famiglia di sei figli. Frequentò fin da piccolo la parrocchia esercitando l’ufficio di chierichetto e entrando poi nelle file dell’Azione Cattolica. Fece la professione solenne, a Monza il 7 ottobre 1952, ricevuta dal rev.mo P. Clerici, Superiore generale, mentre accedeva  ai vari Ordini minori e maggiori, fino al sacerdozio: venne ordinato sacerdote il 9 aprile 1955 da Mons. Carlo Confalonieri. Prima di trasferirsi a Livorno, tra il 1976 e il 1985 fu rettore del Collegio alla Querce di Firenze, dopo esserne stato alunno prima e prefetto dopo. Forse per questo era molto legato ai più giovani e riponeva in loro grandi speranze. Chi lo ha conosciuto può testimoniare la sua determinazione e caparbietà nel perseguire i suoi obiettivi con quei suoi modi gentili, ma fermi, di porsi verso il prossimo. Amorevole con i bambini, ironico e stimolante con i giovani e gli adulti. Molti ricordano quando, ancora in salute, simulando stizza nello sguardo e aggrottando le ciglia diceva: «comportati bene, altrimenti avrai quel che meriti, una bastonata in testa!». Racconta l’organista che, la domenica, poco prima della Messa delle undici, passava davanti alla consolle dell’organo per dirigersi verso il confessionale. Volgendo a lui lo sguardo diceva con tono scherzosamente burbero: «suona bene questa volta!», non mancando mai, tornando in sagrestia a fine Messa, di ringraziarlo per le belle musiche eseguite.

    Molti ex studenti lo cercavano attraverso il sito web parrocchiale, avendo perso ogni contatto dopo il trasferimento a Livorno: nei messaggi lo salutavano e lo ringraziavano per l’affetto e gli insegnamenti ricevuti. Anche dopo la sua morte sono arrivati messaggi. Uno tra questi scrive: «Era un frate di immenso amore per il prossimo e soprattutto per i tanti giovani verso cui ha dedicato la sua opera educativa. Sarà stato accolto dal Padre con lo stesso amore che ha rivolto a tutti quelli che ha conosciuto».

    Il 6 maggio 2011, dopo alcuni anni di malattia che ne segnarono profondamente il fisico, il barnabita spirò all’ospedale di Cisanello a Pisa, dove si trovava dal Sabato Santo. L’ultima volta che i fedeli ebbero modo di vederlo fu il Giovedì Santo, dove ebbe modo di concelebrare insieme agli altri Padri la sua ultima Santa Messa, durante la quale tradì nella voce tremolante tutto il suo dolore fisico. A fronte dello smarrimento dei fedeli per la triste notizia, il parroco Padre Giovanni Battista Damioli ebbe modo di ricordare come subito dopo la morte abbia inizio la vita eterna, come ci insegna la Risurrezione di Gesù Cristo. Le esequie si celebrarono in S. Sebastiano, presiedute dal Padre Generale Mons. Luigi Villa, insieme al parroco, Padre Damioli e i confratelli barnabiti venuti dalla provincia del Centro-Sud ed alcuni  sacerdoti della Diocesi di Livorno. Il Padre Generale durante l’omelia ringraziò il Signore per aver donato un servitore di Dio dalla vita piena, vissuta sin dall'adolescenza vicino ai Barnabiti: sessantacinque anni di vita religiosa e cinquantacinque di vita sacerdotale.  Padre Giovanni, fu anche assistente spirituale alla clinica «Villa Tirrena» a Livorno, dove tutti i giorni celebrava Messa e dava conforto ai suoi malati e sostituto cappellano alla Casa Circondariale delle «Sughere» per un breve ma intenso periodo che lasciò per sempre il segno nel suo cuore. Non mancò infatti di fare visita al penitenziario negli anni seguenti, continuando a celebrare Messa al sabato pomeriggio o alla domenica mattina, dando vita all'attività per il carcere del gruppo del Rinnovamento nello Spirito.  Tra le parole pronunciate durante la Messa di saluto,  ricordiamo quelle di monsignor Razzauti: «è stato una presenza silenziosa e preziosa dedita all'ascolto, un uomo di cultura che si è spogliato di parole di cultura e vestito di parole di semplicità».  E la testimonianza di una parrocchiana, Irene, che ha preso la parola a nome del gruppo degli animatori: tra i molti ricordi, esternati con grande commozione, è emersa l’immagine di «Caldi» (nomignolo affettuoso con cui veniva spesso appellato dai giovani più scanzonati) durante la Santa Messa della domenica sera: le sue parole erano tanto sussurrate nella lettura del Vangelo, quanto urlate e tinte di passione durante l’omelia, dove spiccava tutta la sua assertività e la voglia di entrare nei cuori dei fedeli. E ancora, durante la confessione, ministero esercitato con profonda dedizione sino alla fine dei suoi giorni, come una spugna assorbiva il dolore ed il pentimento dei fedeli, riservando sempre belle parole di conforto e infondendo speranza e «coraggio». La salma è sepolta nel cimitero di famiglia a Marnate nei pressi di (Varese). 


     

    ALCUNE FOTO RICORDO DEL COMPIANTO PADRE GIOVANNI

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    P. Caldiroli

    P. Caldiroli in relax

    P. Caldiroli rettore

    P. Caldiroli rettore

    P. Caldiroli

    La Querce

    P. Caldiroli (raduno)

    P. Caldiroli con Papa Woytila

    P. Caldiroli con i confratelli

    P. Caldiroli (esequie)

    P. Caldiroli (esequie)

    P. Caldiroli (esequie)

    P. Caldiroli (esequie)

    Leggi gli articoli del maggio 2011 su:

  • Padre Giuseppe Motta

    Padre Giuseppe Motta

    PADRE GIUSEPPE MOTTA

    Padre Motta nasce a Pozzo D’Adda, in provincia di Milano il 17 marzo del 1930. Si stabilisce, ancora bambino, a pochi chilometri a Nord Est, precisamente a Pioltello, dove ha modo di fare il chierichetto in una parrocchia dallo spirito “zaccariano”. Pioltello, infatti, è luogo di vacanze estive per i seminaristi della congregazione fondata da Sant’Antonio Maria Zaccaria. Il seme è fecondo, ma non è ancora tempo perché la pianta veda la luce: Giuseppe è attratto in maniera decisa da un sentimento che è ancora acerbo e si palesa solo come desiderio di vicinanza alla Chiesa. Tuttavia dopo le elementari decide di frequentare il seminario minore a Cremona presso la Scuola apostolica dei Barnabiti. In seguito ha modo di frequentare il Liceo Classico in quel di Firenze presso l’Istituto La Querce, già caro al compianto Padre Caldiroli. Diviene Prefetto degli studenti e assistente dei ragazzi. La professione solenne si tiene a Monza seguita da quattro anni di teologia presso la Pontificia Università Urbaniana a Roma. L’ordinazione sacerdotale avviene nel 1956. Da sacerdote si stabilisce a Cavareno nei pressi di Trento. Qui segue le vocazioni dei ragazzi adolescenti per ben otto anni, dopo i quali insegnerà nella scuola di San Luigi ai ragazzi delle scuole medie e del Liceo, dove rimarrà sino al 1978, quando ritornerà ancora a Firenze, nella parrocchia Madonna della Divina Provvidenza. Si occuperà soprattutto di giovani per ventidue anni, poi sarà a Perugia presso la Casa di Ministero fino al 2005. L’ultima tappa prima di approdare a Livorno lo vede stabilirsi a Bologna nella chiesa di San Paolo, tanto cara a Padre Ezio Bertini. Qui sarà molto vicino a colui che ne diverrà poi il parroco.   

    A San Sebastiano Padre Motta ritrova con grande gioia Padre Ezio Bertini. Entrambi nati nel 1930, entrambi vissuti a Pioltello, chierichetti insieme durante l’adolescenza e poi dopo durante gli anni di preparazione al noviziato, nello stesso anno, il 1956, ordinati sacerdoti. Due fratelli ritrovati.    

  • Ti faresti sacerdote?

    Padre Giovanni Battista Damioli, parroco di S.Sebastiano ha recentemente festeggiato il cinquantesimo anniversario della sua ordinazione sacerdotale. Un traguardo importante, per cui i suoi parrocchiani hanno voluto far festa per dimostrargli tutto il loro affetto e a la loro stima. Grazie all’aiuto di una sua parrocchiana, noi de “La Settimana” lo abbiamo intervistato per farci raccontare questi cinquanta anni di vita a servizio del Signore.

    Allora Padre… il 18 dicembre ha festeggiato cinquanta anni di vita sacerdotale. Ci dica tre aggettivi per definire questi anni.
    “E’ difficile riassumere cinquanta anni in tre parole. Direi belli, interessanti e dolorosi per certe prove che ho dovuto superare”

    Come è nata la sua vocazione?
    “La mia vocazione è nata in modo molto semplice. Un giorno, da ragazzo, ero nella canonica del parroco di un paesino della Val Camonica, di cui sono originario. Là c’era un seminarista che stava suonando l’armonio, ad un certo punto si girò verso di me, mi guardo e mi disse: “Tu ti faresti sacerdote”? Io rimasi stupito da questa domanda e senza un perché gli dissi di si. Questo è solo un aneddoto, ovviamente la mia scelta di diventare sacerdote è stata frutto di un cammino di discernimento”.

    Lei appartiene all’ordine dei Barnabiti…perché ha scelto questo ordine religioso?
    “Per una serie di circostanze. Frequentavo il seminario di Brescia, ma ad un certo momento, a causa di una malattia e per altre ragioni dovetti lasciare. Il mio parroco mi disse di provare dai Sacramentini. Mi recai da loro e mi sottoposero ad un colloquio. Mi chiesero anche delle cose inerenti l’italiano e il latino, di cui non brillavo in bravura ( a causa anche della mia malattia che mi impedì di frequentare per qualche tempo la scuola). Allora mio padre si ricordò di un padre barnabita che durante l’estate mi dava lezioni di italiano e latino e mi disse: “Perché non andiamo a Milano dai Barnabiti”? Là il Provinciale mi disse che non ci sarebbero stati problemi. Bastava andare a Cremona, avrebbe pensato lui a parlare con il rettore”.

  • Tre giorni con i Barnabiti

    Gli ultimi giorni di gennaio abbiamo trascorso un po' di tempo insieme ai Padri Barnabiti a Napoli.

    I Padri ci hanno dato l’opportunità di conoscere meglio la grande famiglia barnabita e ascoltare la testimonianza di tanti sacerdoti e laici impegnati nel bene. Non possiamo tacere quanto sia stato piacevole passare più tempo insieme al nostro Padre Ezio Bertini, di carattere schivo e discreto, ma sempre disponibile e attento ad ascoltare, a dare un saggio consiglio, a condividere una preghiera, a raccontare qualche aneddoto della sua lunga esperienza pastorale. Siamo felici per aver avuto il tempo di una confidenza, uno scambio di opinioni, una riflessione comune,  e scoprire che, dietro lo sguardo riservato, Padre Ezio sa essere ironico, allegro, pronto a scherzare e a ridere con noi proprio come un caro amico che ha contribuito a farci sentire veramente in famiglia.

    In particolare ricordiamo tre momenti salienti di vita ecclesiale:

    1. Bicentenario della morte di San Francesco Saverio Bianchi
    2. Anno della Vita Consacrata
    3. Giubileo della Misericordia

    Sono disponibili a questo link anche delle istantanee che ritraggono:

    • L’Istituto Scolastico “Collegio F. Denza” di Napoli e il Museo Archeologico Etrusco che ospita una preziosa collezione di reperti etruschi ritrovati in Campania.
    • La Cattedrale di Napoli per il Giubileo della Misericordia e per la visita alla Cappella e al Museo del Tesoro di San Gennaro.
    • Le solenni Concelebrazioni Eucaristiche dei Padri Barnabiti nella Cattedrale di Napoli e nella Chiesa di S. Maria di Caravaggio, con il Vescovo di Acerra. Che bella emozione vedere tanti Padri Barnabiti riuniti insieme all'altare!           

     

  • Vuoi diventare un "grande"?? Vieni a San Sebastiano!!

    Caro lettore che ti appresti a leggere questo articolo, sicuramente sarai rimasto incuriosito da questo strano titolo. Tu non sai, ma dietro questo bizzarro invito si cela una straordinaria concidenza. A San Sebastiano, infatti, hanno bazzicato  illustri e carismatici personaggi del passato.

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    Sarà per la posizione centrale della chiesa, così vicina al porto, nato come "franco" (dove si poteva accedere liberamente senza dazi)e sarà sicuramente per la forte spiritualità dei Padri Barnabiti, che avevano anche un rinomato istituto scolastico adiacente alla chiesa.

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